la PITTURA

 

Cerco di insegnare a vedere come io vedo: quello che mi pare corrispondere a un’etica di vita, questa visione di armonia dei contrasti.

Afferrare la bellezza di qualcosa che semplicemente è.

E’ triste che le persone in genere vogliano solo impadronirsi della tecnica. L’iniziazione alla visione però non prevede affatto questo, anzi, quanto più si ritiene di avere imparato, tanto più si deve ricominciare sempre tutto daccapo.

Questo è il pericolo per la pittura: che tutto si esaurisca nella bravura tecnica. Mentre nell’artigianato questo è un bene, nel caso della pittura è la sua fine.

La pittura moderna ha lottato in tutti i modi contro questa deriva, ma a furia di liberarsi della tecnica è sparita essa stessa, la pittura stessa è divenuta indifferente.

La pittura, senza il fare, svanisce come una bolla: in effetti è fortemente ancorata al fare anche se non unicamente ad esso.

E soprattutto, la tecnica va ricercata parallelamente alla visione personale, si tratta di un’unica conoscenza.

Laura Grosso 2012 - olio su carta nera, 25x30

Perché l’olio è preferibile all’acrilico?

L’acrilico si usa per le pareti, per pittare. L’olio tradizionalmente è la tecnica del dipingere.

E’ una materia fluida che offre infinite possibilità senza bisogno di attendere, è come se esso stesso invitasse a una revisione continua. Le pennellate che si posano con i colori ad olio sono, per forza di cose, diverse, in un certo senso più importanti.

Questo però corrisponde a una leggerezza , non ad una pesantezza maggiore. Nel dipingere a olio sembra a volte che sia lo stesso pennello a guidare la mano: questo scarso controllo è il canale attraverso cui si insinua l’ispirazione.

Salvo che per  le nozioni elementari iniziali, non si impara a dipingere ad olio tramite un insegnamento teorico, anche se gran parte delle persone lo pretenderebbe. E’ solo facendo esperienza che si apprende la tecnica.

In questo senso molto male hanno fatto i teorici del come fare: come fare il cielo, il fogliame degli alberi, il corpo umano, ecc. Queste persone non meritano il nome di pittore.

Mi pare che un aspetto fondamentale, imprescindibile, del dipingere sia la libertà e la volontà di perseguire questa libertà. E in questo la pittura offre un cammino ottimo, malgrado i tanti ostacoli che pone.

Laura Grosso

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Per la pittura

 

Laura Grosso 2012, olio su carta

 Per la situazione asfittica in cui al momento, da un bel pò, si trova la pittura, dal mio punto di vista di pittrice non posso non vedere la grande responsabilità dei pittori che allettati da un facile guadagno hanno accettato troppi compromessi.

Mi riferisco a tutti i pittori che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito a creare la confusione in cui attualmente ci troviamo, e in particolare a quelli che, confondendo il proprio operare con quello di un qualsiasi altro artista “concettuale”, hanno consegnato la pittura nelle mani dei dilettanti.

Questa è una delle ragioni per cui assistiamo alla perdita di valore del dipingere in sè, come ricerca nobile e valida alla pari di altre, e al conseguente regnare del cattivo gusto comune. Gusto dettato ormai solo dai pittori da cassetta, o pittori della domenica.

Ma è l‘arte concettuale che si può considerare a pieno titolo l’arte borghese del nostro tempo,  la campagna di propaganda di questa ad opera di critici e galleristi è stata tale da convincere sia il pittore (quello sprovveduto) che lo sprovveduto pubblico. Esiste ormai fra i pittori un inquietante senso di colpa  per il “semplice” dipingere, considerato come un trastullo di dilettanti.

Un esempio: quando l’anno scorso siamo andati in Cina, invitati dal governo cinese a rappresentare la pittura occidentale, tutti i pittori scattavano foto su foto, alla maniera del buon turista, ma al momento di dipingere “enpleinair” è nata fra noi una polemica perché questo non è da “vero artista”, ma da pittore della domenica…

Credo sia indispensabile a questo punto una chiarificazione su cosa sia la pittura, una sottolineatura delle differenze dei vari mezzi specifici delle arti figurative.

In questo modo sarà possibile un più onesto dialogo, nel rispetto appunto delle differenze, non nella confusione in cui, necessariamente, l’uno (e il più debole, naturalmente) deve cedere all’altro.

Laura Grosso

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Un laboratorio per la trasmissione e la diffusione del linguaggio pittorico

O P E N S T U D I O

di LAURA GROSSO

 

 

La pittura è un’ antica forma di espressione fondata sulla pratica dell’osservazione.

Pittura ad olio dal vero e “enpleinair”                                               Discorsi sulla pittura con tè                                                                                                 Visite guidate a musei e gallerie                                                                                    Eventi di arte                                                                                                               Aperitivi con esposizione dei lavori

 

dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 a via Suvereto 30, Nuovo Salario, Roma

Tel. 06- 8120786, 340 6411573  lgrosso55@gmail.com -

Laura Grosso 2012, olio su legno 45x90

“Open-studio” è la parola in uso fra gli artisti per definire una manifestazione pubblica del proprio lavoro sganciata dai circuiti convenzionali delle gallerie.

Dietro questa operazione c’è un intento di apertura del lavoro artistico verso un pubblico più vasto, che superi la piccola elite di “esperti”.

L’iniziativa di Laura Grosso vorrebbe sensibilizzare le persone alla pittura in primo luogo chiarendo il significato specifico di questa espressione artistica, fra le più antiche e consolidate. Per questo  propone un percorso fondato su :

  • La correzione dell’osservazione (visione simultanea di pieni e vuoti)
  • La comprensione della luce (variazioni tonali)                                           
  • L’apprendimento delle proprietà del colore (teoria di Itten)                                     
  • Lo studio della forma (composizione)

 



 Laura Grosso, nata a Bari, si è diplomata in Pittura nel corso di Alberto Ziveri, all’ Accademia di Belle Arti di Roma.

Dopo una prima produzione di grandi opere figurative, ha rafforzato la sua ricerca coloristica mediante un rigoroso studio “en plein air”, vivendo nella campagna toscana e in seguito negli Stati Uniti, ed è così approdata a una materia pittorica ricca e tonale.

Ha esposto a Bari, Roma, Firenze, Venezia, Berlino, Stati Uniti. I suoi quadri si trovano presso diverse collezioni private.

Ha insegnato pittura nella scuola pubblica e privatamente a pochi alunni scelti.

Nel 2011, in occasione dell’ Anno del dialogo culturale fra Cina e Europa, insieme a un gruppo di pittori è stata invitata dal governo cinese a rappresentare la pittura italiana, nella città storica di Hangzhou. Le opere con le quali ha partecipato all’iniziativa, dopo essere state esposte a Venezia, hanno trovato una collocazione permanente nel Museo di Hangzhou.

Vive e lavora a Roma.


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