Arte della Pittura

“Tutte le proprietà – variabili – di un oggetto, in ultima analisi sono tali solo rispetto ad altri oggetti… La conclusione è radicale. Fa saltare l’idea che il mondo debba essere costituito da una sostanza che ha attributi e ci forza a pensare tutto in termini di relazioni”. Carlo Rovelli, “Helgoland”.

Ho sempre pensato all’attività dell’artista come una ricerca di tipo scientifico, e nella storia recente abbiamo molte testimonianze concrete che confermano questa modalità, ne scelgo una fra tutte, quella di Cézanne.

La Pittura è un linguaggio artistico particolare, fra i più antichi, e come ogni attività artistica raggiunge il suo fine attraverso lo studio approfondito della sua tecnica che apre l’orizzonte a nuove possibilità e sperimentazioni. Quanto più il pittore conosce questo linguaggio e elabora da esso quello suo personale, tanto più aumentano le probabilità che il suo “discorso” sia chiaro e comprensibile per chi osserva. 

Ma tecnica e linguaggio personale sono in relazione con l’oggetto di studio, che è fornito dal “visibile”, a partire da cui il percorso del pittore inizia.

Osservazione e Tecnica. 

L’occhio umano, per essere in grado di creare, ha la necessità di osservare e quanto più attentamente osserva vede, e si fa capace di elaborare e di esprimere ciò che vede.

L’osservazione, se è animata dalla volontà di comprendere, conduce a una visione personale, ad una traduzione del visibile nel proprio linguaggio personale, tramite l’uso e la padronanza del mezzo pittorico. Come per l’apprendimento della lingua parlata, anche in Pittura è indispensabile una pratica disciplinata e costante. Il lavoro costante e la passione della ricerca trasformano l’iniziale balbettare in un vero e proprio linguaggio.

Attraverso l’osservazione spregiudicata del vero viene a noi incontro la Bellezza. Per osservazione spregiudicata intendo una sorta di “iniziazione” alla visione che si apra sempre e comunque alla ricerca rifuggendo dalle nozioni acquisite e dal compiacimento tecnico, un percorso nel quale quanto più si ritenga di avere imparato, tanto più si debba ricominciare sempre tutto daccapo, poichè, al contrario, il compiacimento tecnico, tentazione sempre presente, segnala l’esaurimento del percorso della Pittura. In realtà la tecnica si produce da sola, in parallelo con la visione personale. La disciplina Pittorica realizza i suoi scopi quando l’occhio, unito alla mente e alla mano, misura e scompone la realtà ricomponendola poi nelle sue parti essenziali, tramite linea e forma, toni e colori.

Il mondo visibile non è fatto di oggetti separati ma dalle relazioni che intercorrono fra loro. E queste relazioni cambiano continuamente a causa dell’influenza della luce. La Bellezza, in Pittura come in Musica, è l’Armonia, vale a dire il punto di equilibrio delle relazioni. 

Storia.

Il processo sopra descritto “realtà-osservazione-visione-espressione” ha prodotto le opere che costituiscono la storia della Pittura. Prendere coscienza di questa storia, confrontarsi con gli altri pittori, è motivo di stimolo.e arricchisce il proprio vocabolario. 

Antropologicamente l’essere umano è costantemente in divenire, sia dal punto di vista individuale che da quello collettivo, egli si racconta nel suo essere nel mondo, comunicante con altri soggetti simili e tuttavia diversi da lui, per questo motivo la sua espressione personale è in grado di coinvolgere e interessare gli altri. 

La pittura non è solo uno sfogo di quella creatività repressa dalle convenzioni, ma è un modo formidabile per comprendere la realtà e per inserirsi in essa con la propria particolarità. Essa è il risultato di un’ azione effettiva, con precise coordinate spazio temporali, concreta e visibile per tutti. Come tale (e come ogni espressione) può essere giudicata e valutata secondo i criteri stabiliti dalla sensibilità umana nel corso della storia. Il dato storico obbliga a un discernimento, condizione indispensabile per arrivare alla rimozione di errori, per una ulteriore evoluzione.

3 commenti

  • Giovanni Bonfiglio ha detto:

    Cara Laura, sono perfettamente d’accordo con te. Il trionfo sproporzionato della tecnologia e la corsa al denaro e al successo hanno ucciso una delle attività fondamentali dell’uomo: l’artigianato. L’artista, prima di essere tale, è un ottimo artigiano, perché opera con le mani, guidato dalla mente.
    Si dimentica che una delle caratteristiche fisiche dell’uomo, che lo distinguono da tutti gli altri mammiferi, anche dalle scimmie antropomorfe, sono le mani.
    Gli antropologi sostengono che le mani dell’uomo sono un’estensione del suo cervello. Sono certo che dopo questa ubriacatura di tecnica e tecnologia si tornerà all’artigianato, altrimenti si avrà una decadenza inesorabile della civiltà.

  • vincenzo iacobelli ha detto:

    Saper dipingere la realtà e avere padronanza delle tecniche pittoriche sono abilità che consentono di esprimere se stessi in modo unico e di creare opere d’arte che durano nel tempo. La pittura rappresenta una forma d’arte che richiede pazienza, pratica e conoscenza dei materiali e delle tecniche. Inoltre, la capacità di rappresentare fedelmente la realtà può portare a una maggiore comprensione della stessa e alla possibilità di creare opere di grande bellezza e valore artistico. Essere in grado di dipingere la realtà può anche sviluppare l’abilità di osservazione e di analisi del mondo che ci circonda, migliorando così la nostra capacità di apprezzare la bellezza nella vita quotidiana.

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